16 dicembre 2022

Come favorire un sonno sicuro nei primi mesi di vita?

Di Valeria Mammarella e Barbara Caravale

«««< HEAD Quando si parla di “Sudden and Unexpected Infant Death” (in inglese SUID) ci si riferisce a tutte le morti improvvise e inaspettate che avvengono nel primo anno di vita per le quali sia o meno riconoscibile una causa. La maggior parte di questi eventi avvengono durante il sonno. Le cause alla base di questi eventi possono essere biologiche, come ad esempio malattie cardiache o metaboliche, oppure non biologiche, come ad esempio soffocamento, asfissia meccanica, intrappolamento o traumi accidentali.

Un ambiente del sonno “non sicuro” rimane una delle cause non biologiche di SUID più frequente e spesso l’unica su cui sia possibile intervenire in maniera preventiva. In particolare, la letteratura concorda sul fatto che alcune pratiche, quali ad esempio far dormire il neonato in posizione prona, utilizzare biancheria da letto morbida o condividere il letto con il bambino possano aumentare la possibilità di morte improvvisa.

Uno studio recente, realizzato nel corso di diversi anni, ha analizzato 1736 episodi di SUID in bambini sotto l’anno di età e ha identificato i cuscini e le lenzuola come gli oggetti più frequentemente associati a morte improvvisa. Evitando, dunque, l’uso di alcuni materiali, come ad esempio biancheria troppo morbida o provvista di fasce, si potrebbe ridurre di molto il rischio di incorrere in questi eventi. Inoltre, una corretta informazione ai genitori potrebbe chiarire l’utilizzo di alcuni presidi e di pratiche spesso utilizzate nelle case e che risultano invece pericolose. Ad esempio, l’uso del paracolpi all’interno di lettini e culle, sebbene ancora ritenuto sicuro da molti, è stato invece fermamente controindicato dall’American Academy of Pediatrics (AAP), tanto che la vendita negli USA è vietata.

È stato evidenziato, inoltre, che un’elevata percentuale di questi episodi si verifica su superfici quali divani e materassi per adulti, mentre circa un terzo avviene in lettini o culle con materassi non perfettamente aderenti alla culla. Anche la condivisione della superficie su cui si dorme con un genitore o un altro bambino è stata associata ad un aumentato rischio.

Come possiamo creare ambienti del sonno sicuri?

Sia la Canadian Pediatric Society (CPS) sia l’AAP raccomandano, nel primo anno di vita, di far dormire il bambino nel proprio lettino o nella culla in posizione supina (sulla schiena). Il materasso non dovrebbe essere inclinato più di dieci gradi, per ridurre il rischio di soffocamento e di aspirazione, una raccomandazione che vale per i bambini nati a termine, per i pretermine e per i neonati e lattanti affetti da reflusso gastroesofageo, in quanto non sembrerebbe ancora dimostrato che una maggiore inclinazione possa migliorarne la sintomatologia. Il materasso su cui il bambino appoggia dovrebbe essere, oltre che piatto, possibilmente rigido e andrebbe evitato di lasciar dormire il bambino su cuscini, materassini ad aria, ad acqua o sopra altri materiali morbidi. Dal lettino andrebbe eliminato ogni altro oggetto (come ad esempio cuscini, piumini, trapunte, copriletto), lasciando solo un lenzuolo aderente al corpo; inoltre, dall’ambiente limitrofo andrebbe tolto qualsiasi potenziale pericolo (come ad esempio cavi penzolanti).

I neonati e i lattanti, almeno per i primi sei mesi di vita, dovrebbero dormire nella camera dei genitori, in un proprio lettino collocato accanto al letto dei genitori, così da facilitare l’allattamento, il conforto e il monitoraggio del bambino. Inoltre, la stanza dovrebbe essere tranquilla e la temperatura leggermente fresca, mentre l’abbigliamento del bambino dovrebbe essere sufficientemente caldo così che non si rendano necessarie coperte. Non dovrebbero essere adoperati indumenti che coprano il viso o la testa, come i cappellini usati per prevenire l’ipotermia.

Oltre a tutti gli accorgimenti ambientali che il genitore può attuare, anche altre pratiche possono contribuire a ridurre il rischio di morti infantili improvvise, primo fra tutti l’allattamento al seno, che anche per tale ragione viene raccomandato dall’AAP come ‘esclusivo’ fino ai 6 mesi di vita e ‘in associazione ad agli altri alimenti’ fino a un anno di età e oltre. È molto importante, inoltre, che le future madri evitino il fumo attivo e passivo, l’uso di alcol o di altre sostanze d’abuso durante la gravidanza e di esporre il bambino al fumo passivo dopo la nascita. Anche le vaccinazioni si sono dimostrate protettive nei confronti delle morti infantili improvvise, perciò è assai importante che i bambini seguano quanto indicato dal calendario vaccinale.

Nonostante il meccanismo non sia stato ancora ben chiarito, alcuni studi riportano che l’utilizzo del ciuccio per dormire ridurrebbe il rischio di morti infantili improvvise. È fondamentale, comunque, che il ciuccio non sia legato in alcun modo al collo del bambino nel momento in cui viene messo a dormire e che non vi siano applicati altri oggetti (come ad esempio pupazzetti). Anche se la fasciatura è spesso utilizzata come strategia per calmare e stabilizzare il bambino e per favorire la posizione supina nel sonno, non ci sono evidenze che ne raccomandino l’utilizzo.

Le istituzioni preposte, i pediatri di base e i media dovrebbero favorire una sempre maggiore e corretta diffusione di queste pratiche per rendere l’ambiente del sonno il più idoneo possibile a ridurre il rischio di morti infantili improvvise.

Quando si parla di “Sudden and Unexpected Infant Death” (in inglese SUID) ci si riferisce a tutte le morti improvvise e inaspettate che avvengono nel primo anno di vita per le quali sia o meno riconoscibile una causa. La maggior parte di questi eventi avvengono durante il sonno. Le cause alla base di questi eventi possono essere biologiche, come ad esempio malattie cardiache o metaboliche, oppure non biologiche, come ad esempio soffocamento, asfissia meccanica, intrappolamento o traumi accidentali.

Un ambiente del sonno “non sicuro” rimane una delle cause non biologiche di SUID più frequente e spesso l’unica su cui sia possibile intervenire in maniera preventiva. In particolare, la letteratura concorda sul fatto che alcune pratiche, quali ad esempio far dormire il neonato in posizione prona, utilizzare biancheria da letto morbida o condividere il letto con il bambino possano aumentare la possibilità di morte improvvisa. Uno studio recente, realizzato nel corso di diversi anni, ha analizzato 1736 episodi di SUID in bambini sotto l’anno di età e ha identificato i cuscini e le lenzuola come gli oggetti più frequentemente associati a morte improvvisa. Evitando, dunque, l’uso di alcuni materiali, come ad esempio biancheria troppo morbida o provvista di fasce, si potrebbe ridurre di molto il rischio di incorrere in questi eventi. Inoltre, una corretta informazione ai genitori potrebbe chiarire l’utilizzo di alcuni presidi e di pratiche spesso utilizzate nelle case e che risultano invece pericolose. Ad esempio, l’uso del paracolpi all’interno di lettini e culle, sebbene ancora ritenuto sicuro da molti, è stato invece fermamente controindicato dall’American Academy of Pediatrics (AAP), tanto che la vendita negli USA è vietata.

È stato evidenziato, inoltre, che un’elevata percentuale di questi episodi si verifica su superfici quali divani e materassi per adulti, mentre circa un terzo avviene in lettini o culle con materassi non perfettamente aderenti alla culla. Anche la condivisione della superficie su cui si dorme con un genitore o un altro bambino è stata associata ad un aumentato rischio.

Come possiamo creare ambienti del sonno sicuri?

Sia la Canadian Pediatric Society (CPS) sia l’AAP raccomandano, nel primo anno di vita, di far dormire il bambino nel proprio lettino o nella culla in posizione supina (sulla schiena). Il materasso non dovrebbe essere inclinato più di dieci gradi, per ridurre il rischio di soffocamento e di aspirazione, una raccomandazione che vale per i bambini nati a termine, per i pretermine e per i neonati e lattanti affetti da reflusso gastroesofageo, in quanto non sembrerebbe ancora dimostrato che una maggiore inclinazione possa migliorarne la sintomatologia. Il materasso su cui il bambino appoggia dovrebbe essere, oltre che piatto, possibilmente rigido e andrebbe evitato di lasciar dormire il bambino su cuscini, materassini ad aria, ad acqua o sopra altri materiali morbidi. Dal lettino andrebbe eliminato ogni altro oggetto (come ad esempio cuscini, piumini, trapunte, copriletto), lasciando solo un lenzuolo aderente al corpo; inoltre, dall’ambiente limitrofo andrebbe tolto qualsiasi potenziale pericolo (come ad esempio cavi penzolanti). I neonati e i lattanti, almeno per i primi sei mesi di vita, dovrebbero dormire nella camera dei genitori, in un proprio lettino collocato accanto al letto dei genitori, così da facilitare l’allattamento, il conforto e il monitoraggio del bambino. Inoltre, la stanza dovrebbe essere tranquilla e la temperatura leggermente fresca, mentre l’abbigliamento del bambino dovrebbe essere sufficientemente caldo così che non si rendano necessarie coperte. Non dovrebbero essere adoperati indumenti che coprano il viso o la testa, come i cappellini usati per prevenire l’ipotermia.

Oltre a tutti gli accorgimenti ambientali che il genitore può attuare, anche altre pratiche possono contribuire a ridurre il rischio di morti infantili improvvise, primo fra tutti l’allattamento al seno, che anche per tale ragione viene raccomandato dall’AAP come ‘esclusivo’ fino ai 6 mesi di vita e ‘in associazione ad agli altri alimenti’ fino a un anno di età e oltre. È molto importante, inoltre, che le future madri evitino il fumo attivo e passivo, l’uso di alcol o di altre sostanze d’abuso durante la gravidanza e di esporre il bambino al fumo passivo dopo la nascita. Anche le vaccinazioni si sono dimostrate protettive nei confronti delle morti infantili improvvise, perciò è assai importante che i bambini seguano quanto indicato dal calendario vaccinale.

Nonostante il meccanismo non sia stato ancora ben chiarito, alcuni studi riportano che l’utilizzo del ciuccio per dormire ridurrebbe il rischio di morti infantili improvvise. È fondamentale, comunque, che il ciuccio non sia legato in alcun modo al collo del bambino nel momento in cui viene messo a dormire e che non vi siano applicati altri oggetti (come ad esempio pupazzetti). Anche se la fasciatura è spesso utilizzata come strategia per calmare e stabilizzare il bambino e per favorire la posizione supina nel sonno, non ci sono evidenze che ne raccomandino l’utilizzo. Le istituzioni preposte, i pediatri di base e i media dovrebbero favorire una sempre maggiore e corretta diffusione di queste pratiche per rendere l’ambiente del sonno il più idoneo possibile a ridurre il rischio di morti infantili improvvise.

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Bibliografia:

  1. Carrow, J. N., Vladescu, J. C., Reeve, S. A., & Kisamore, A. N. (2020). Back to sleep: Teaching adults to arrange safe infant sleep environments. Journal of Applied Behavior Analysis, 53(3), 1321–1336. doi:10.1002/jaba.681

  2. Gaw, C. E., Chounthirath, T., Midgett, J., Quinlan, K., & Smith, G. A. (2017). Types of Objects in the Sleep Environment Associated With Infant Suffocation and Strangulation. Academic Pediatrics, 17(8), 893–901. doi:10.1016/j.acap.2017.07.002

  3. Creating a safe sleep environment for your baby. Paediatr Child Health. 2004 Nov;9(9):665-674. doi: 10.1093/pch/9.9.665. PMID: 19675858; PMCID: PMC2724136.

  4. Sleep-Related Infant Deaths: Updated 2022 Recommendations for Reducing Infant Deaths in the Sleep Environment Rachel Y. Moon, MD, FAAP,a Rebecca F. Carlin, MD, FAAP,b Ivan Hand, MD, FAAP,c THE TASK FORCE ON SUDDEN INFANT DEATH SYNDROME AND THE COMMITTEE ON FETUS AND NEWBORN

  5. Hauck FR, Omojokun OO, Siadaty MS. Do pacifiers reduce the risk of sudden infant death syndrome? A meta-analysis. Pediatrics. 2005;116(5):e716–e723

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  1. Mitchell EA, Blair PS, L’Hoir MP. Should pacifiers be recommended to prevent sudden infant death syndrome? Pediatrics. 2006;117(5):1755–1758

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