• 1 marzo 2021

    Mi piace girare, ma non nel girello!

    Il girello è uno strumento impiegato solitamente tra i 5 e i 15 mesi di età, prima che il bambino abbia raggiunto la capacità di deambulare autonomamente. Nonostante molti specialisti e ricercatori dell’età evolutiva ne sconsiglino l’uso da diversi anni, il girello viene largamente utilizzato in diversi paesi nel mondo per mantenere il bambino occupato e/o favorire i suoi primi passi. Dunque ci troviamo di fronte a due visioni molto distanti: il girello promuove la deambulazione autonoma e l’esplorazione oppure danneggia il raggiungimento fisiologico delle acquisizioni?

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  • 20 febbraio 2021

    Influenza dell’ambiente sulle pratiche di accudimento dei neonati: il caso dei Quechua del Perù

    Nel corso dei secoli culture diverse hanno sviluppato tecniche diverse per calmare il neonato: abbracciarlo e cullarlo al ritmo di una ninna nanna, cantargli una canzone, parlargli con tono di voce affettuoso, accarezzarlo, massaggiarlo, fasciarlo o dargli il ciuccio. Alcune di queste pratiche sono state sviluppate per far fronte a particolari circostanze e avversità ambientali.

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  • 10 febbraio 2021

    Il sonno del bambino...tra biologia e cultura

    C’è generale accordo tra gli studiosi nel considerare il sonno come un comportamento biologicamente e culturalmente determinato, ovvero influenzato sia da aspetti di regolazione interna sia da valori e credenze che caratterizzano la propria cultura di riferimento. Le ricerche che si concentrano sulle differenze interculturali illustrano come ciò che può essere considerato problematico in una determinata cultura, può non esserlo in un’altra. Così avviene anche per le pratiche che riguardano il sonno dei piccoli: gli stessi comportamenti possono acquisire un carattere di “normalità” o di “problematicità” a seconda della cultura di riferimento.

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  • 30 gennaio 2021

    A tavola con lo smartphone?

    Il modo in cui usiamo lo smartphone influisce sulla relazione con i nostri bambini? Un recente studio ci invita a riflettere su questo tema. È stato indagato come lo smartphone venga usato da genitori americani durante il pasto, osservando famiglie con bambini a tavola in un fast-food.

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  • 20 gennaio 2021

    Mangiare in compagnia… è meglio! L’importanza del contesto sociale per il superamento della neofobia

    Il contesto sociale svolge un ruolo fondamentale per l’accettazione di cibi nuovi da parte del bambino. La famiglia, in primo luogo, ha un’importante influenza sullo sviluppo del comportamento alimentare. Sebbene le preferenze e le avversioni per alcuni sapori, e di conseguenza per alcuni alimenti, siano in parte determinate geneticamente, il contesto familiare può contribuire a modificare queste preferenze innate.

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  • 10 gennaio 2021

    Esperienze precoci e accettazione di nuovi sapori

    Come già descritto in un post precedente, il processo di familiarizzazione con i sapori dei cibi mangiati dalla mamma inizia già durante la gravidanza, attraverso il liquido amniotico. Successivamente, i neonati hanno la possibilità di “assaggiare” i sapori della dieta materna durante l’allattamento al seno.

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  • 30 dicembre 2020

    Progetto Spoon compie un anno!

    È già trascorso un anno dall’avvio di Progetto Spoon. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, hanno aderito più di 160 famiglie provenienti da tutta Italia, che cogliamo l’occasione per ringraziare della fiducia accordataci e della continua collaborazione.

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  • 20 dicembre 2020

    Anche la Mindfulness può aiutare a superare la neofobia alimentare

    Mindfulness è una parola inglese che significa “presenza mentale”, “attenzione”, “consapevolezza”. Consiste nel fare esperienza di ciò che ci accade momento per momento, con mente aperta e in modo non giudicante. Le pratiche basate sulla Mindfulness vengono utilizzate per migliorare la salute di adulti e bambini e studi molto recenti suggeriscono che interventi basati sulla Mindfulness siano utili anche per mitigare la neofobia alimentare.

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  • 10 dicembre 2020

    Quell’attrazione irresistibile per i cibi calorici

    Nel post precedente abbiamo visto che, perché i bambini superino l’iniziale diffidenza verso un nuovo cibo, è importante che i genitori lo ripropongano dopo qualche giorno, riprovando con pazienza più volte, senza insistere e cercando di mantenere un atteggiamento calmo e positivo. E’ innegabile tuttavia che alcuni cibi, come ad esempio quelli più calorici, saranno accettati più facilmente di altri, come dimostrato da uno studio condotto qualche anno fa dalla psicologa americana Leann Birch in bambini di 3 e 4 anni.

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  • 30 novembre 2020

    Per superare la neofobia...ci vuole pazienza

    Nonostante un bambino neofobico sia spesso motivo di preoccupazione per i genitori, per superare il rifiuto di un nuovo cibo è fondamentale riproporlo con grande pazienza.

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  • 20 novembre 2020

    Perché i broccoli piacciono meno dei biscotti?

    Nonostante le numerose campagne di educazione alimentare, al giorno d’oggi i bambini hanno generalmente un’alimentazione troppo ricca di grassi e zuccheri e mangiano sempre meno frutta e verdura.

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  • 10 novembre 2020

    Preferenze alimentari: assaggiando...si impara!

    I bambini possono sperimentare i sapori dei pasti consumati dalla mamma ancora prima di nascere, in quanto il senso del gusto si sviluppa in una fase molto precoce della gravidanza. Le prime papille gustative compaiono a circa 10 settimane di gestazione, sono funzionalmente mature all’inizio del secondo trimestre e, alla nascita del bambino, il loro numero e la loro distribuzione è simile a quanto si osserva nell’adulto. Anche l’allattamento ha un ruolo molto importante nello sviluppo del senso del gusto. A differenza del latte in formula, che ha sempre lo stesso sapore, il latte materno è un alimento il cui sapore varia di giorno in giorno, al variare dell’alimentazione materna.

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  • 30 ottobre 2020

    Il paradosso della neofobia alimentare

    Nonostante il dilagare dell’obesità, uno dei problemi più frequenti che i genitori si trovano ad affrontare è la riluttanza dei bambini ad assaggiare nuovi cibi. Questo comportamento prende il nome di “neofobia alimentare” e si tratta di una caratteristica comune a tutti gli animali onnivori, dai ratti alle scimmie, fino agli esseri umani. La neofobia alimentare è un comportamento adattativo, ovverosia vantaggioso per la sopravvivenza, perché protegge l’individuo dal rischio di ingerire grandi quantità di un nuovo cibo, che potrebbe rivelarsi velenoso, e lo induce, quando possibile, a preferire cibi già conosciuti.

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  • 20 ottobre 2020

    Come prevenire l’obesità infantile?

    L’obesità infantile è considerata un fenomeno multifattoriale, poiché sono diversi gli aspetti che entrano in gioco ed è difficile individuare un’unica causa che determini lo squilibrio energetico tipico di questa patologia. Tra i fattori di rischio, oltre alla predisposizione genetica, rientrano la sedentarietà e un’alimentazione scorretta. In quest’ottica, la famiglia riveste un ruolo fondamentale per lo sviluppo e l’apprendimento delle abitudini alimentari e rappresenta pertanto il contesto più importante in cui prevenire l’obesità infantile.

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  • 10 ottobre 2020

    Prendere peso...ma non troppo!

    Lo sviluppo di un corretto comportamento alimentare già dalla primissima infanzia è di cruciale importanza per la prevenzione di futuri disturbi legati all’alimentazione, tra cui l’obesità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito l’obesità come la vera epidemia del terzo millennio e, già nel 2002, ha lanciato l’allarme sul rapido aumento di sovrappeso e obesità tra bambini ed adolescenti.

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  • 10 ottobre 2020

    Progetto Spoon: nasce il blog!

    Benvenuto/a! Siamo un gruppo di ricercatrici (in prevalenza psicologhe dell’età evolutiva, ma non solo) e nel 2017 abbiamo ideato il “Progetto Spoon”, che si propone di studiare l’effetto della modalità di svezzamento sulle principali tappe di sviluppo nei primi due anni di vita.

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