18 febbraio 2026
In questo studio abbiamo indagato la relazione tra alimentazione autonoma e comunicazione gestuale, vocale e linguistica di 182 bambini tra il primo e il secondo anno di vita.
A 12 mesi, per ciascun bambino abbiamo registrato un pasto tipico e, a 12 e 24 mesi, abbiamo chiesto alle madri di compilare un questionario sulla competenza linguistica dei propri figli. Abbiamo quindi rilevato quanto spesso i bambini mangiavano senza l’aiuto di un adulto e la quantità e tipologia di gesti e vocalizzazioni prodotte durante il pasto.
È emerso che i bambini che a un anno mangiavano più spesso da soli producevano anche un maggior numero di gesti comunicativi (come indicare, mostrare e richiedere qualcosa) e un maggior numero di vocalizzazioni per riferirsi a ciò che stava avvenendo durante il pasto, comportandosi quindi come partner particolarmente attivi anche nell’interazione sociale. Questo risultato indica che, in questa fase evolutiva, la capacità di mangiare da soli non entra in competizione con la capacità di comunicare le proprie necessità e intenzioni durante il pasto, sebbene entrambe le capacità coinvolgano gli stessi organi, le mani e la bocca, anzi esse sembrano influenzarsi e arricchirsi in modo reciproco e dinamico. Inoltre, questi stessi bambini a due anni mostravano una probabilità due volte maggiore di produrre frasi, secondo quanto riferito dalle madri nei questionari.
In linea con le più recenti evidenze scientifiche fornite dalla teoria dei sistemi dinamici (Iverson 2021), secondo cui l’acquisizione del linguaggio e delle abilità motorie si influenzano reciprocamente durante i primi due anni di vita, riteniamo che i bambini che imparano precocemente a mangiare in maniera autonoma abbiano più occasioni per manipolare il cibo e affinare le proprie abilità motorie attraverso i movimenti delle mani e che questo si possa ripercuotere, con effetti a cascata, anche sulla capacità di comunicare tramite i gesti, cruciale a questa età. Allo stesso tempo, un bambino più autonomo durante il pasto, soprattutto quando condivide la tavola con il resto della famiglia, può essere coinvolto in modo più attivo nelle diverse interazioni. Essendo percepito come partecipe, può diventare un interlocutore nello scambio comunicativo già in questa fase di vita, il che aumenta ulteriormente le occasioni di interazione. Pertanto, oltre all’autonomia nell’alimentazione, anche queste dinamiche relazionali favoriscono l’emergere e il consolidarsi delle competenze linguistiche.
Riferimento bibliografico dell’articolo pubblicato:
Pecora, G., Bellagamba, F., Focaroli, V., Paoletti, M., Ciolli, M., Iaboni, E., Palladino, N., Di Prete, A., Farrow, C., Shapiro, L., Galloway, A., Chiarotti, F., Gasparini, C., Caravale, B., Gastaldi, S., & Addessi, E. (2026). Self-feeding and communicative development from 12 to 24 months of age: An observational study. Child Development, aacaf003.
Riferimenti bibliografici
Addessi, E., Galloway, A. T., Wingrove, T., Brochu, H., Pierantozzi, A., Bellagamba, F., & Farrow, C. V. (2021). Baby-led weaning in Italy and potential implications for infant development. Appetite, 164, 105286.
Farrow, C., Blissett, J., Islam, S., Batchelor, R., Norman, R., Webber, C., Addessi, E., Bellagamba, F., Galloway, A. T., & Shapiro, L. (2025). Approach to complementary feeding and infant language use: An observational study. Maternal & Child Nutrition, 21, e13762.
Iverson, J. M. (2021). Developmental variability and developmental cascades: Lessons from motor and language development in infancy. Current Directions in Psychological Science, 30, 228-235.
Smith, L. B. (2013). It’s all connected: Pathways in visual object recognition and early noun learning. American Psychologist, 68, 618-629.
Webber, C., Blissett, J., Addessi, E., Galloway, A. T., Shapiro, L., & Farrow, C. (2021). An infant-led approach to complementary feeding is positively associated with language development. Maternal & Child Nutrition, 17, e13206.
